Già sentito vero?

Settembre 25th, 2008

Direi che per prima cosa vi avviso che questo é semplicemente uno sfogo, così vi preparate e lo sapete, non vi arrabbiate.

Pronti? Partiamo.

Ma perché la storia sempre si ripete? Perché è sempre la stessa storia?
Perché io presento un lavoro e tu dici che no e mi dici che sono uno scassapalle e poi arrivib in sala di montaggio (che mi spiace per voi ma non è porno) e tutto trafelato presenti il mio lavoro?

Ah, giustamente facendo notare a tutti che lui ha lavorato un casino!!!

Mmmitticco mmittico il creativo argentiiino moolto creativo un gggenio moolto bbravo… Mabbafffanculo va, tu e la creatività eccezionale ma vaffanculo!! ( da leggersi con voce Galeazzi)

Gli amici londinesi…

Settembre 25th, 2008

Rimane il fatto che Londra è stata un’esperienza fenomenale. Probabilmente duretta per viverci, ma come dice la dolce metà: è un toccasano per lo shopping.

Quindi, cari amici che siete a Londra, state per andare a Londra, volete tanto andare a Londra… con 60€ anda e rianda potremmo venire a trovarvi comodi comodi un WeekEnd…. facciamo che fate in fretta a stabilirvi!!

Nel dubbio ho trovato questo che è veramente una figata e me lo sto studiando!!!

Weeds 4

Settembre 22nd, 2008

Finita di acquisire (che dire scaricata con torrent non si può), la 4º stagione di Weeds mi ci sono fiondato come un cane sul Pedigree Pal che c’ha dei pezzi bellissimi dentro.

E la verità è che continuerò a guardare gli 8 episodi che mi mancano, ma ho un pochino di amaro in bocca. Il giudizio non è così entusiasta come era per le prime 2 serie…

Dice: “è normale”, dico: “perché??”
Non è normale che una idea geniale debba essere stratchata fino a che proprio non se ne può più. Secondo me si dovrebbe avere il buon gusto e la decenza di interrompere una serie quando non si ha più nulla da dire.

Intendiamoci, Weeds non è morto, però sta soffrendo, mettiamola così.. non sta propri bene.

Altre serie hanno subito la stessa sorte, ed esiste un termine tecnico che descrive il punto chiave di una serie, quella scena dalla quale in poi non vale più la pena, semplicemente il punto più alto della parabola. Si chiama Jumping the Shark e deriva da un episodio mitico della serie Happy Days.

Esiste anche una pagina sul web che riassume e riordina tutti i piú famosi JTS della tele!!!

Eccovela: http://www.jumpingtheshark.com/index.jspa

Dolce attesa

Settembre 18th, 2008

Stiamo aspettando l’arrivo in famiglia di un nuovo piccolo componente.

Lunghezza stimata: 6cm
Focale: 50mm fissa
Diaframma:1.8 fisso

L’arrivo dei re magi è previsto per domani, e qui non ne vediamo l’ora!!

bellino 50ino

bellino 50ino

Lacrime di coccodrillo

Settembre 16th, 2008

Se è la seconda volta in 4 giorni che ceniamo all’indiano, domani mattina mi posso pesare ugualmente?

Planning

Settembre 12th, 2008

Previsioni per il WeekEnd:

- uscita motoristica con bisteccone e patatine incorporata
- terminare progetto Porte&Finestre
- Comprare obbiettivo 50mm
- Appendere appendino per l’accappatoio e togliere il suddetto dal bidet
- cucinare una ricetta nuova
- passare un po’ di tempo a letto
- (se venerdí sera si considera WE) festa Dark a casa di Martin
- giretto a scattare fotine
- compilare moduli per l’iscrizione al corso di fotografia

Si nota che siccome non posso suonare affogo i dispiaceri nella fotografia??? Magri cambio mestiere!!

Me ne accorgo solo ora

Settembre 11th, 2008

Mi sono reso conto che è passato già un sacco di tempo… eppure:

Faccialibro

Settembre 3rd, 2008

Sappiamo tutti quanti che le amicizie vere, quelle con la A maiuscola, in generale non passano, per ciascuno, il numero di 2 o 3.
Per tutto il resto c’è Facebook. Il mitico social network che non serve a un cetriolo ma abbassa drasticamente la produttività sul lavoro e ti rimette in contatto con persone delle quali avresti fatto assolopuffamente a meno. Tanto più che loro facevano allegramente a meno di te!

Detto questo, io sono uno dei fan più grossi di Faccialibro, mi piace un casino, ci sto attaccato tutto il giorno e scopro un sacco di cose, tipo…

Cose che ho saputo da Faccialibro (e senza il quale non avrei mai saputo):
- 6 amiche si sono sposate
- 4 di quelle amiche hanno anche un figlio
- 10 amici hanno cambiato anche solo momentaneamente paese di residenza
- 4 di quegli amici risiede permanentemente in un paese diverso dall’italia
- 2 amici hanno ora tatuaggi
- 1 di questi si è completamente tatuato la schiena, proprio tutta tutta
- 3 amici hanno creato la loro propria azienda (da 2 a 50 dipendenti)

Facebook Facts

- la persona che non sentivo/vedevo da piú tempo: 18 anni
- la persona che si è spostata maggiormente da dove ci siamo conosciuti: Italia —> Australia
- la persona che ha fatto più cose (probabilmente): 2 matrimoni e 1 figlio
- la persona che meno conoscevo: conoscente del quartiere dove vivevo
- nuovi amici: un sacco di persone che si sbagliano e finiscono per scriverti ogni settimana

In buona sostanza mi piace tanto che ora l’ho messo anche sull’iPhone!!!

Dei podcast e di Facebook

Agosto 22nd, 2008

Questo finisce sotto la categoria segnalazioni, ma è realmente solo un modo per tirare l’ora del caffè.
Cominciamo dalle cose serie: ci sono un sacco di amici che si sposano… , ed io che pensavo di essere appena uscito dall’università, poter/dover farmi le ossa, girare il mondo, conoscere gente nuova… invece qui si sposano!!!

Secondo, Bowling buddies è veramente divertente e molto utile se vi rendete conto un bel giorno che sul lavoro siete troppo produttivi… questo è un toccasano!!

Avendo tempo e voglia, ma la voglia ve la fa venire lui, ci sarebbe questo bellissimo Video Podcast di Gordon Ramsay già conduttore di Hell’s Kitchen, prepara un sacco di ricette “Nice & Fast”. Se fosse Steve Jobs direbbe un sacco di “Boom” mentre cucina!!

Interattività e PopCorn

Agosto 12th, 2008

Occhio che è lungo!!

Non ci vuole poi molto, basta fermarsi e pensarselo un pochino.
E io ho fatto i compiti: mi sono fermato e ho pensato. Mi sono ricordato che in 3º media le telefonate le facevo da casa.
“Sono Matteo, posso parlare con Gabri?”
“Gaaaaaaaabriiiiiiiiiiiiii, te lo passo”
“Ciao….” Bla, bla “alle 3?”
“alle 3”

Fine. Alle 3 ci si trovava da qualche parte. Nessuno mancava un appuntamento.

Poi son arrivate le superiori, il cellulare ed i numeri personali. Chiamare costava uno sproposito e la presa per il culo era dietro l’angolo: “mamma butta la pasta”, ve lo ricordate?

E cominciarono le sparizioni degli amici all’ultimo secondo. I ritardi giustificati, i cambi di piano, variazioni variabili in soggetti e quantità:
- siamo uno in più
- uno in meno
- in un altro posto
- nello stesso posto ma 30 minuti più tardi
- non vengo
- non c’è più il posto (giuro è capitato con il palazzo del ghiaccio di Milano, NON C’È PIÙ!!)

Nello stesso periodo, piú o meno, arrivò Internet. Nel senso delle pagine web, bellissime vetrine tutte patchwork con bei bottoncioni e molti pochi servizi. Anzi niente servizi, al limite l’indirizzo del cinema ma non i film. E le e-mail si inviavano e ricevevano al posto dei fax.

Poi ICQ, MSN venne dopo. Le BBS vennero prima, ma io non ero portato, e non avevo un computer… poi tutto fu molto più veloce e giusto ieri sera mi sono fermato a pensare: ho conosciuto 25 persone in 2 giorni, fatto 350km in un paese straniero ed ho appuntamenti per birre e BBQ vari per tutta l’estate.

Volete sapere come? Mi sono iscritto venerdi sera ad un forum di moto, entrato nella sezione Madrid, guardato il primo topic “che facciamo questo WeekEnd”, risposto che sarei andato anche io.

Ed eccoci in 25 moto, a zonzo per i dintorni di Madrid, cercando un posto per fare 4 pieghe come dio comanda e poi bagnarsi le chiappe in un lago artificiale. Ci siamo con il quadro? Ok , ora le riflessioni.

Le riflessioni del caso sono 2. La prima riguarda l’accessibilità alle notizie e l’interattività di Internet. E più che una riflessione è un’ulteriore presa di coscienza.
Mi spiego. Grazie a quella complessa, ma allo stesso tempo semplice ed intuitiva, macchina, armamentario, corollario, dintorno, contorno, chiamalo come vuoi, che è Internet, con un minimo di pratica si hanno sotto mano informazioni, dati e contatti che permettono ridefinire (e de facto hanno ridefinito) la struttura della “rete sociale personale”, in un modo, e ad una velocità impensabile fin solo a 10 anni fa.

Da qui si potrebbero dipanare almeno altri tre filoni di considerazioni. Li citeremo solo per lasciare aperti spunti per ulteriori riflessioni.

1) Il fatto che ancora una volta la tecnologia e lo sviluppo tecnico dettano un cambiamento nei costumi sociali. Internet ed il cellulare ridefiniscono le relazioni interpersonali, non solo nella tecnica ma anche nel valore. E la catena si estende alla lingua ed al linguaggio.
2) Il traslato compiuto sul termine “rete sociale”, da fenomeno sociologico osservato nella realtà a termine per descrivere uno strumento di marketing, fino al riconoscimento e sfruttamento di un nuovo canale distributivo i famosi “social networks”.
3) La possibilità di accesso ai canali di informazione, intesi come fonti di sapere, cambia il processo di creazione di contenuti, la struttura dell’informazione ed i concetti di ipertesto, link, approfondimento esterno, etc., si integrano nel pensiero comune tanto da essere elementi di definizione della generazione “figli del computer”.

La seconda considerazione riguarda la mobilita e la personalità dell’informazione e della comunicazione e degli strumenti di comunicazione. La tecnologia ha permesso il dilatarsi dei tempi di decisione, si potrebbe parlare quasi di un tempo di “virtualizzazione” delle decisioni.

Mi spiego: dire che “ci vediamo alle 8”, oggi, non ha più lo stesso valore che aveva 15 anni fa. Perché tra le 7, orario al quale si esce di casa per recarsi all’appuntamento, e le 8, orario dell’appuntamento, esistono gli strumenti per fare una telefonata o mandare una mail (che arriva sul cellulare) e cambiare i termini dell’accordo.

E non venite a dirmi che è meglio così perché se sono in ritardo almeno avviso. No! Perché grazie a questa situazione siamo “sempre giustificati” e la responsabilità delle scelte viene depauperata del significato e del peso che aveva e dovrebbe avere.

Se volessimo seguire un’estremizzazione di questo filo logico si potrebbe affermare che la società occidentale (leggi sistema economico, struttura del potere, relazione pubblico-privato, amministrazione del diritto, etc. ) punta dritta dritta verso la deresponsabilizzazione dell’individuo in quanto soggetto e alla costruzione di un concetto di libertà basato sulla possibilità di sottrarsi alle conseguenze di una scelta. Spostando in questo modo l’ago della bilancia da: la libertà di operare una scelta, a, la possibilità di cambiare mediante una seconda scelta la scelta iniziale.

Nella pratica, dunque, stiamo legittimando e promuovendo il duplicarsi delle scelte e dei processi di scelta. Adesso viene il bello, facciamo un mortale con un avvitamento, occhio: usando il concetto di costo-beneficio, attribuendo quindi un valore monetario anche ad entità astratte come benessere, malessere (che avrà un segno meno), tempo, aspettativa generata, etc. possiamo, se non calcolarlo, almeno comprendere che ogni scelta comporti una certa dose di aspettativa, quindi un costo (che potrebbe essere anche materiale e facilmente monetizzabile). Fatto dunque X il costo medio di una scelta possiamo dire che, teoricamente, guardando il trend, generalizzando, etc., la grande macchina del progresso spinge per arrivare a un costo di 2X?

Possiamo assumere questo piccolo ragionamento come un’ulteriore prova della natura intrinseca del principio di funzionamento della società occidentale: la produzione per la produzione?

Detto questo, e mi pare che non sia poco per una sola puntata, vi lascio riflettere.