Make it a Blockbuster night
Pare quasi certo, e dico quasi perché ancora non abbiamo le scarpe ai piedi e Rita sta facendo altro, dicevo, pare certo che questa sera si terrà la prima serata blockbuster della storia di questa nuova casa. Se ci riesco ci scappa anche il gelato Banana&chocolate, staremo a vedere.
Per ora qualche dato aggiuntivo sul film in questione:
Titolo: Non ci ricordiamo il titolo
Regista: Uno spagnolo, ma bravo per davvero
Attori: Non lo so, ma recitano da dio
Genere: Commedia
Trama: Non ne siamo molto sicuri, il regista è spagnolo, la pellicola girata a Madrid racconta una storia che parla probabilmente di Madrid stessa, in ogni caso Rita (che in tutto questo il film lo ha già visto) assicura grasse risate.
Giudizio della critica: Eccelso, mai noleggio fu meglio speso!! (Giuria formata da Rita e dalla fidanzata di Coco)
Affluenza di pubblico nelle sale: Tutto esaurito (entrambe le piazze del letto sono occupate per tutti gli spettacoli, sempre!)
Ed ora alcune impressioni colte a caldo dal pubblico in uscita dal cinema:
“spettacolare, si vede che il regista ha saputo centrare il tema…e poi in una maniera così divertente…tornerei a vederlo anche subito”
“molto bello, ho riso dall’inizio alla fine!”
“veramente non ci ho capito molto…..é tutto in spagnolo! Può essere?”
Filed under Coco | Comment (1)Bastava seguire il giusto sentiero
Ci sono stati d’animo che si ripresentano puntuali, quasi con elvetica precisione, al maniferstarsi di dati eventi. Si potrebbero usare per chiarire agli studenti meno attenti il concetto di azione e reazione, causa ed effetto.
Parque del Retiro, oggi, sole, che eravamo in giro in maglia a maniche corte e quasi sudavo. Tramonto. Dopo averla cercata invano ed averne trovato solo piccoli accenni. Ed io invece sapevo che ci sarebbe stata. Come sapere che nel mare i pesci esistono e lo popolano, se butti l’amo prima o poi, anche solo per un discorso di grandi numeri, qualche cosa abboccherà.
Ecco, proprio mentre volgevamo i nostri passi verso casa, un toque de berimbau ed una Roda di Capoeira. Ed ecco, precisa come la prima volta, quella sensazione di voglia che arriva dalle viscere…
Filed under Coco | Comment (1)La movida madrileà
Questa sera i nostri due chicos si avventurano nella noche madrileà
Filed under Rita | Comment (0)Troppo e troppo poco
La città è talmente grande e sconosciuta che risalendo alla luce dalle scale del Metro, a volte, hai l’impressione di essere da un lato di questa grossa pera, ed in realtà ti scopri dalla parte opposta. Forse una mappa intera di questo groviglio di strade a 4 corsie aiuterebbe maggiormente, ma sarebbe scomoda da portarsi dietro, e comunque non penso che il senso di straniamento ne sarebbe lenito.
Il colpo d’occhio, forse è quello, tradisce non poco. Pare di essere a Milano, dopo che un paio di grosse mani l’han tirata leggermente in lungo ed in largo; le strade son più larghe ed i palazzi paiono meno alti. Anche i suoni sono i medesimi: il traffico, le auto, ed ogni tanto un fischio di un vigile. Però non è l’Italia. Non ne sento la mancanza, ma ne percepisco ad un livello quasi sottocutaneo la differenza.
Accumulo ogni giorno quantità di informazioni che mi paiono tanto misere e tanto inutili, perché non posseggo uno spazio concreto nel quale adoperarle né tanto meno un ambito astratto al quale farle aderire. Come avere tutti i pezzi di un gioco al quale mancano regole e giocatori. Di fondo, solo, probabilmente, manca un senso di appartenenza e quotidianità che è presto per ottenere, ma non troppo per sentirne il fastidio della privazione.
Come un cieco in una stanza sconosciuta, come un gatto al quale cambiano la disposizione dei mobili in casa, così mi sento integro eppure mancante. Sano, eppure malaticcio di un tedio che tarda a dissolversi e tanto quanto una garza di lino non lascia chiaro ciò che cela.
Tempo, calma e umiltà, probabilmente basterebbero.
La grande fortuna in questa grande città è avere chi con la quale condividere i momenti di quotidiano riposo. Ché non si nasconda a chi va il merito di scelte coraggiose ed il ringraziamento per avventure indimenticabili…
Madrid o Betlemme???
Finalmente mi sono installata alla mia scrivania e ho cominciato a lavorare.
Vi dico solo che nel dipartimento di Risorse Umane (che sta di fianco al mio e che sarebbe più appropriato rinominare Risorse Divine…) lavorano tra gli altri: Marà
Per tutti quelli che si chiedono dove siamo…
Dopo le immani fatiche di ieri per montare quell’armadio, oggi il buon Coco ha potuto prodursi in lunge dissertazioni filosofiche con la segretaria ottuagenaria fumatrice incallita iperaccogliente della fondazione che gentilmente ci ospita.
Non è che siam senza tetto e una fondazione caritatevole ci ospita nei suoi saloni dormitorio, è che questi hanno 5 palazzoni e li affittano a poco, e noi abbiam preso un piccolissimo appartamentino.
Dicevo che ho avuto questa bella conversazione di 4 minuti buoni per uscirmene poi con una frase del tipo: “Tenimos que devolver el taladro a Miguel, pero hay que comprar una lampara mas. Esta noche iremos a ikea y maà
Filed under Coco | Comments (2)Duro, duro, durissimo lavoro!
E dopo 5 ore, non scherzo, 5 ore, ecco il risultato!!

In mattinata invece ho pulito un armadio da decenni di polvere e scarabocchi di bimbi e messo a posto la valigia!!
E pensare che c’é chi lavora veramente!!
Filed under Coco | Comments (3)Solo solingo
E’ arrivato infine il giorno tanto atteso nel quale la nostra Rita si è svegliata al dolce suono della sveglia, alle 7.00 am, e chiedendo solidarietà al povero Coco, che se la sarebbe dormita della grossa, dopo una preparazione magistrale di trucco e parrucco, baciando frettolosamente il suo moroso sulla porta di casa, si è involata per le scale, pronta ad affrontare una nuova sfida lavorativa!!
Il sottoscritto, senza un lavoro poverino, starà a casa limpiando el armario ampotrado y devolvendo el taladro de Miguel. Y, luego, montarà el armario de Ikea en el dormitorio de los huespedes!
Speriamo in bene….a dopo!
Ikea parte 3
E anche oggi abbiamo fatto una bella gita all’Ikea, per cambiare una lampada che si è distrutta durante il processo di montaggio (giuro, si è autodistrutta, non è stata colpa mia!) e comprare altre migliaia di quelle piccole cosucce tanto carine che di per sé costano poco, ma che arrivati alla cassa ti fanno chiedere: “… ma come c…o ho fatto a spendere tutti ’sti soldi???”.
Dopodiché siamo tornati a casa per assemblare tutte queste belle cosine ed accorgerci che alcune non vanno bene e altre invece ce le siamo dimenticate. Ma siamo contenti comunque, perché questo ci garantisce un’ulteriore visita all’Ikea, durante la quale potremo comprare altre bellissime cosine che non ci servono, riportarne altre che non vanno bene e dimenticarci un’altra volta di quelle che eravamo andati a comprare la prima volta… e così il ciclo continua…
P.S.
A quella persona che mi ha accusata di non sapere come funzionano le lavatrici ad incasso: la lavatrice che io avevo nella mia casina di Edimburgo era sì ad incasso, ma non c’era stato bisogno di toglierle il coperchio!