Orrore!
Mi stupisce che il mio fidanzato non abbia ancora aggiornato il mondo sulla mia ultima disavventura, ma forse l’ha fatto per non ricordarmi l’esperienza traumatica vissuta venerdì scorso dal parrucchiere.
Allora ve la racconto io, nella speranza che mi serva come catarsi per superare il trauma.
Venerdì, terminato il lavoro, ho deciso di andare da quello che credevo fosse un parrucchiere, ma che ora sono convinta sia un imbianchino daltonico, per farmi coprire alcuni capelli bianchi che cominciavano dare fastidio al mio ego. Dopo aver ampiamente discusso con lo pseudo-parrucchiere dei pro e contro di ognuna delle tonalità di rosso a disposizione, ci accordiamo per un rosso ramato scuro… che però non assomiglia affatto al colore che mi ritrovo in testa (arancione fosforescente). Quando mi risiedo davanti allo specchio dopo lo shampoo, dall’orrore mi cade la mandibola e l’unica cosa che riesco a dire è: “Io, conciata così, di qui non esco. Ora vedi un po’ tu.”
Nel frattempo sopraggiunge il mio fidanzato, che invece di darmi sostegno morale, si mette a ridere e mi dice che gli sembro sua nonna.
Alla fine, dopo varie discussioni con il parrucchiere-impostore e l’applicazione di una nuova tinta, esco con i capelli di un colore accettabile, ma inviperita.
Vorrei ricordare che l’ultima volta che ero andata dal parrucchiere qui a Madrid (e non era lo stesso), ero uscita con un taglio di capelli alla Jon Bon Jovi che era uno spettacolo.
Morale della favola: mogli, parrucchieri e buoi dei paesi tuoi.
Filed under Rita | Comment (0)Ma proprio tutti?
Ora, non per dire, ma mi è appena stato recapitato un DVD con 89 pubblicità tra esterni e riviste.
Minimo comune denominatore biancheria intima femminile.
Il mio arduo compito sarà lasciare al margine dell’investigazione il gusto personale ed approfondire un’analilsi di contenuti, tecniche di comunicazione e tecniche di vendita utilizzate in questi annunci.
Ed io che li avrei riassunti tutti in “se fai vedere il prodotto, poi si vende da solo!”
Filed under Coco, Lavoro | Comment (0)Fitness e altre amenità
Buongiorno buongiorno mi chiamo Julien e questa mattina mi sono svegliato con il pallino del social.
Nel senso che il mio capo ha deciso, ma realmente ne avevamo già parlato prima delle vacanze, di invitarmi a giocare a tennis…
A quanto pare avrò tendenzialmente almeno una pausa pranzo giustificatamente più lunga del dovuto grazie alle voglie cardiotoniche del capo!!
Mi piace questa cosa!!
Filed under Coco, Lavoro, Senza categoria | Comments (2)Dei podcast e di Facebook
Questo finisce sotto la categoria segnalazioni, ma è realmente solo un modo per tirare l’ora del caffè.
Cominciamo dalle cose serie: ci sono un sacco di amici che si sposano… , ed io che pensavo di essere appena uscito dall’università, poter/dover farmi le ossa, girare il mondo, conoscere gente nuova… invece qui si sposano!!!
Secondo, Bowling buddies è veramente divertente e molto utile se vi rendete conto un bel giorno che sul lavoro siete troppo produttivi… questo è un toccasano!!
Avendo tempo e voglia, ma la voglia ve la fa venire lui, ci sarebbe questo bellissimo Video Podcast di Gordon Ramsay già conduttore di Hell’s Kitchen, prepara un sacco di ricette “Nice & Fast”. Se fosse Steve Jobs direbbe un sacco di “Boom” mentre cucina!!
Filed under Blog, Segnalazioni, Vita | Comment (0)Visite amiche
Finalmente sono anch’io riuscita a scaricare le mie foto e dunque allego i miei aggiornamenti. Giusto prima della visita dell’amico Lucabernacca (del quale pubblico anch’io una foto segnaletica; Luca è quello a sinistra), è arrivata a trovarci Antonella.
Eccoci qui mentre ci riposiamo all’ombra di un albero nella calda Chinchón.
Cara Anto, dato che per la seconda volta non sei riuscita a vedere il Prado , ti aspettiamo nuovamente a Madrid. Speriamo che anche Luca, avendo ormai imparato la strada, torni presto a trovarci (non preoccuparti Luca, se c’è brutto tempo ti mandiamo un SMS e ti avvisiamo).
Un bacio ad entrambi. Ci mancate molto.
Filed under Rita | Comments (2)La linea è importante
Ed è per questo che nella sezione fioretti per l’inverno abbiamo la seguente classifica:
- 2 kg in meno per Natale (se non ce la faccio da solo posso sempre sperare in Babbo Natale)
- tornare allo shape che avevo quando sono partito dall’Italia
- Palestra tutti i giorni all’ora di pranzo, cercando di pranzare subito dopo
- No alcool durante la settimana
- No gelato durante la settimana
- Max 2 caffè con poco zucchero al giorno
A questo aggiungiamo i ritrovati miracolosi dello zio Carlos: Anticelulitico Mercadona
Da spalmarsi prima e dopo l’allenamento provoca un intenso effetto freddo mento-balsamico-canforoso che oltre a tenere lontane le tarme ti fa venire anche la pelle d’oca.
Per chi dubitasse dell’effetto (e sapesse anche lo spagnolo) QUI ci sono un sacco di donne che ne parlano benissimo!!!
Ed aggiungo che è uno dei prodotti più usati dai nostri amici!!
Filed under Senza categoria | Comments (5)Luchino e Segovia
Buongiorno a tutti, siamo spiacenti di informarvi che l’uomo del tempo, che ha le notizie metereologiche in tempo reale da un sacco di posti diversi, se ne è andato.
Questa mattina è uscito di casa promettendo come tutti i fumatori che scendono a comprare le sigarette che sarebbe tornato.
Ecco una foto del sospetto, se lo riconoscete per la strada chiedetegli del tempo!!!
Tra l’altro, sono anche riusciti a schiodarmi da casa. Direzione Segovia, che è carina devo dire.
Si mangia molto bene e tra una foto e l’altra è facile capitare sotto un acquedotto romano veramente carino. A continuazione una fotina scattata così come la vedete… ogni tanto penso anche di essere bravo a far le foto!!!!
Interattività e PopCorn
Occhio che è lungo!!
Non ci vuole poi molto, basta fermarsi e pensarselo un pochino.
E io ho fatto i compiti: mi sono fermato e ho pensato. Mi sono ricordato che in 3º media le telefonate le facevo da casa.
“Sono Matteo, posso parlare con Gabri?”
“Gaaaaaaaabriiiiiiiiiiiiii, te lo passo”
“Ciao….” Bla, bla “alle 3?”
“alle 3”
Fine. Alle 3 ci si trovava da qualche parte. Nessuno mancava un appuntamento.
Poi son arrivate le superiori, il cellulare ed i numeri personali. Chiamare costava uno sproposito e la presa per il culo era dietro l’angolo: “mamma butta la pasta”, ve lo ricordate?
E cominciarono le sparizioni degli amici all’ultimo secondo. I ritardi giustificati, i cambi di piano, variazioni variabili in soggetti e quantità:
- siamo uno in più
- uno in meno
- in un altro posto
- nello stesso posto ma 30 minuti più tardi
- non vengo
- non c’è più il posto (giuro è capitato con il palazzo del ghiaccio di Milano, NON C’È PIÙ!!)
Nello stesso periodo, piú o meno, arrivò Internet. Nel senso delle pagine web, bellissime vetrine tutte patchwork con bei bottoncioni e molti pochi servizi. Anzi niente servizi, al limite l’indirizzo del cinema ma non i film. E le e-mail si inviavano e ricevevano al posto dei fax.
Poi ICQ, MSN venne dopo. Le BBS vennero prima, ma io non ero portato, e non avevo un computer… poi tutto fu molto più veloce e giusto ieri sera mi sono fermato a pensare: ho conosciuto 25 persone in 2 giorni, fatto 350km in un paese straniero ed ho appuntamenti per birre e BBQ vari per tutta l’estate.
Volete sapere come? Mi sono iscritto venerdi sera ad un forum di moto, entrato nella sezione Madrid, guardato il primo topic “che facciamo questo WeekEnd”, risposto che sarei andato anche io.
Ed eccoci in 25 moto, a zonzo per i dintorni di Madrid, cercando un posto per fare 4 pieghe come dio comanda e poi bagnarsi le chiappe in un lago artificiale. Ci siamo con il quadro? Ok , ora le riflessioni.
Le riflessioni del caso sono 2. La prima riguarda l’accessibilità alle notizie e l’interattività di Internet. E più che una riflessione è un’ulteriore presa di coscienza.
Mi spiego. Grazie a quella complessa, ma allo stesso tempo semplice ed intuitiva, macchina, armamentario, corollario, dintorno, contorno, chiamalo come vuoi, che è Internet, con un minimo di pratica si hanno sotto mano informazioni, dati e contatti che permettono ridefinire (e de facto hanno ridefinito) la struttura della “rete sociale personale”, in un modo, e ad una velocità impensabile fin solo a 10 anni fa.
Da qui si potrebbero dipanare almeno altri tre filoni di considerazioni. Li citeremo solo per lasciare aperti spunti per ulteriori riflessioni.
1) Il fatto che ancora una volta la tecnologia e lo sviluppo tecnico dettano un cambiamento nei costumi sociali. Internet ed il cellulare ridefiniscono le relazioni interpersonali, non solo nella tecnica ma anche nel valore. E la catena si estende alla lingua ed al linguaggio.
2) Il traslato compiuto sul termine “rete sociale”, da fenomeno sociologico osservato nella realtà a termine per descrivere uno strumento di marketing, fino al riconoscimento e sfruttamento di un nuovo canale distributivo i famosi “social networks”.
3) La possibilità di accesso ai canali di informazione, intesi come fonti di sapere, cambia il processo di creazione di contenuti, la struttura dell’informazione ed i concetti di ipertesto, link, approfondimento esterno, etc., si integrano nel pensiero comune tanto da essere elementi di definizione della generazione “figli del computer”.
La seconda considerazione riguarda la mobilita e la personalità dell’informazione e della comunicazione e degli strumenti di comunicazione. La tecnologia ha permesso il dilatarsi dei tempi di decisione, si potrebbe parlare quasi di un tempo di “virtualizzazione” delle decisioni.
Mi spiego: dire che “ci vediamo alle 8”, oggi, non ha più lo stesso valore che aveva 15 anni fa. Perché tra le 7, orario al quale si esce di casa per recarsi all’appuntamento, e le 8, orario dell’appuntamento, esistono gli strumenti per fare una telefonata o mandare una mail (che arriva sul cellulare) e cambiare i termini dell’accordo.
E non venite a dirmi che è meglio così perché se sono in ritardo almeno avviso. No! Perché grazie a questa situazione siamo “sempre giustificati” e la responsabilità delle scelte viene depauperata del significato e del peso che aveva e dovrebbe avere.
Se volessimo seguire un’estremizzazione di questo filo logico si potrebbe affermare che la società occidentale (leggi sistema economico, struttura del potere, relazione pubblico-privato, amministrazione del diritto, etc. ) punta dritta dritta verso la deresponsabilizzazione dell’individuo in quanto soggetto e alla costruzione di un concetto di libertà basato sulla possibilità di sottrarsi alle conseguenze di una scelta. Spostando in questo modo l’ago della bilancia da: la libertà di operare una scelta, a, la possibilità di cambiare mediante una seconda scelta la scelta iniziale.
Nella pratica, dunque, stiamo legittimando e promuovendo il duplicarsi delle scelte e dei processi di scelta. Adesso viene il bello, facciamo un mortale con un avvitamento, occhio: usando il concetto di costo-beneficio, attribuendo quindi un valore monetario anche ad entità astratte come benessere, malessere (che avrà un segno meno), tempo, aspettativa generata, etc. possiamo, se non calcolarlo, almeno comprendere che ogni scelta comporti una certa dose di aspettativa, quindi un costo (che potrebbe essere anche materiale e facilmente monetizzabile). Fatto dunque X il costo medio di una scelta possiamo dire che, teoricamente, guardando il trend, generalizzando, etc., la grande macchina del progresso spinge per arrivare a un costo di 2X?
Possiamo assumere questo piccolo ragionamento come un’ulteriore prova della natura intrinseca del principio di funzionamento della società occidentale: la produzione per la produzione?
Detto questo, e mi pare che non sia poco per una sola puntata, vi lascio riflettere.
Filed under Blog, Vita | Comment (1)The Guardian
Un bell’articolo. Giusto per dare un’idea di cosa voglia dire giornalismo.
Il riassunto dei fatti di Bolzaneto.
E poi dicono di Cuil!!
Ne hanno parlato tutti, quindi mi sono accorto che esiste, o almeno ci spera, un’alternativa a Google.
Non che ne sentissi la mancanza, ma come diceva la prof di matematica è meglio abbondare (di peso) che essere deficienti!! Quindi mi decido a fare 2 prove, ricerco San Bartolomeo e lui subito mi completa la stringa di ricerca con la suggerenza di San Bartolomeo al Mare quindi secondo me funziona.


