Have a safe Journey
Ho un amico, un grande Amico, di quelli che non importa se non ci sentiamo, ma un po’ ci rimaniamo male. Almeno questo è per me. Uno di quelli che tra i 12 e i 18 anni ci si vede praticamente tutti i giorni, che le cagate, più o meno, le si faceva assieme. In realtà direi meno perché chi faceva le cagate più grosse era il Poggi, io me la cavavo bene, Eddie era… diciamo più tranquillo, lo è sempre stato, e gli volevamo bene così.
Poi è successo un fatto strano: realmente non mi ricordo chi, se mia sorella o direttamente lo scapestrato sopracitato, salta su e dice”Eddie si sposa”.
Io cado dal seggiolone, sgrano gli occhi, non capisco, mi stranisco, mi do un pizzicotto, faccio un giro su me stesso e cerco la traduzione al greco antico di un concetto molto prossimo a: noncicredonemmenoperunsecondoamenochenonlochiamioraemelodicalui!
Il tutto con un contegno assoluto.
Per farla breve, questo fine settimana torno in Itala per rendere onore al primo caduto sulla difficile via della maturità.
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